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Un anno fa mio padre mi ha detto "io l'anno prossimo organizzo il coast to coast....chi c'e' c'e'!!". Senza pensarci due volte ho detto "io ci sono!"

mercoledì 3 agosto 2011

Giorno 9. Da Wislow a Chinle.

Carissimi affezionati al blog (ma chi siete? quanti siete?), causa connessione moooooooolto lenta nell'hotel di Chinle mi vedo costretta a rimandare gli aggiornamenti (seri, con foto) a dopodomani. Domani avremo casa base sempre qui a Chinle e durante il giorno/sera andremo a visitare la Monument Valley, mentre dopodomani ci dirigeremo verso il Grand Canyon (e anche li' non assicuro la connessione ad internet!). Abbiamo dunque lasciato la Route 66 per farci un giretto nei parchi nazionali. Rientreremo nella Old Mother Road il 7 per dirigerci verso Peach Spring e Las Vegas. Spero a presto!!!!

martedì 2 agosto 2011

Giorno 8. Da Gallup a Winslow.

Anche oggi la prima sosta ci ha regalato un po' di colore nel panorama brullo e roccioso dell'Arizona: ai piedi di un altopiano abbiamo trovato una specie di mercatino di indiani d'America, mezzo aperto e mezzo chiuso, data l'ora mattutina. Dopo un rapido giro tra l'artigianato locale (speriamo non fosse made in China) e qualche foto abbiamo ripreso la strada, per la prima volta senza aprire la capote, data l'aria ancora fresca del mattino.



Oggi abbiamo fatto decisamente pochi chilometri rispetto alla media, pr lasciare piu' spazio alla visita di due parchi naturali con dei panorami da mozzare il fiato: il Painted Desert e la Petrified Forest. Come si intuisce dal nome, il deserto dipinto, e' una distesa di collinette e altipiani che sembrano proprio pennellati da un abile artista con i colori tipici di questa terra, il rosso, il marrone e il beige, in tutte le loro sfumature e tonalita'.


Dal Painted Desert alla Petrified Forest si passa per un vero e proprio deserto con tanto di crepe sul terreno.
La foresta pietrificata invece e' il risultato  di un processo iniziato 225 milioni di anni fa: i tronchi trasportati a valle dai fiumi sono stati man mano ricoperti di fango e ceneri vulcaniche e di conseguenza e' iniziato un processo che ha rallentato la decomposizione del legno. Contemporaneamente, le acque ricche di minerali, penetrando nel legno, hanno sostituito le fibre lignee trasformando questi tronchi di legno in veri e propri tronchi di pietra.
Nonostante l'avviso sul cartello ("E' vietato raccogliere legno pietrificato") mio papa' ha cercato di portare a casa un ricordino.



Durante la nostra visita ai parchi abbiamo incontrato questo simpatico trio di bikers (ovviamente su Harley): quello che io soprannominero' "Babbo Natale in vacanza" (dalla foto si capisce a chi mi riferisco) ha cominciato a parlarci in tedesco, pensando venissimo dalla Germania (il sole ci ha schiarito molto i capelli!). Dopo aver chiarito l'equivoco e aver ripreso la conversazione in inglese, ci ha raccontato di quando, nel '70 o giu' di li', ha percorso la Route 66 con dei giovani tedeschi che, una volta arrivati a Santa Monica, alla fine della Old Mother Road, hanno concluso la vacanza con una settimana alle Hawaii...dovremmo forse seguire il consiglio e prolungare il soggiorno?

Dopo aver lasciato queste uniche meraviglie della natura ci siamo diretti ad Holbrook, dove pensavamo di passare la notte in un originale motel con le camere fatte a Tepee (tipica tenda indiana).
La Posada Inn di Winslow.
Abbiamo pero' trovato chiuso e ci siamo dunque diretti verso Wislow, dove abbiamo deciso di fermarci in un hotel bellissimo, forse il migliore incontrato fin'ora: la Posada Inn. Oltre alle meravigliose camere, l'albergo ha diverse sale spaziose con ampi salotti per la lettura e per giochi di societa', tutto in stile indiano, molto colorato e allegro. Inoltre, l'hotel e' anche una vera e propria galleria di quadri, oggetti e sculture d'arte moderna (a volte di dubbio gusto ma pur sempre interessanti).


La stanza dell'hotel con tanto di divanozzo in pelle.

Ottima si e' rivelata anche la cena e soprattutto il dolce, che e' stato spazzolato nel giro di 5 minuti.




lunedì 1 agosto 2011

Giorno 7. Da Santa Fe' a Gallup.

Un negozietto di Madrid.
Dopo esserci messi in macchina da un'oretta incontriamo sulla strada un paesino, chiamato Madrid. Una cittadina che un tempo era una citta' di minatori, oggi una via di case colorate, gallerie d'arte e negozietti di chincaglierie(ci siamo piu' volte chiesti come campano, considerato che passeranno 10 persone al giorno tra turisti e locali se non meno). Abbiamo fatto colazione con i soliti Chocolate Chip Cookies (ormai sono 3 giorni che ci ripetiamo) in un barettino in questa cittadina che sembra (come tutte le altre) isolata e dimenticata da Dio. In realta', piano piano le persone hanno cominciato ad aprire i loro negozi e Madrid ha preso vita.

Le tipiche cassette della posta americane. A Madrid sono particolarmente allegre e colorate.
Abbiamo proseguito sulla Route 66 scoprendo che ci sono vari modi per percorrerla. Noi che eravamo in macchina ci siamo sentiti decisamente poco sportivi nel vedere che ci sono anche dei temerari che usano la bicicletta, o ancora peggio (o meglio?), i loro piedi.

Protagonisti indiscussi di oggi sono stati il paesaggio e il tempo. Siamo passati in un batter d'occhio dalle brulle distese di erba secca e roccia ad una foresta di pini che ricordava il paesaggio del Canada. 


Unica tappa di oggi e' stata alla Ice Cavern: una caverna semi-sotterranea dove, in pochi metri, la temperatura scende a 0 gradi, dove in 3.400 anni si sono depositati 22 piedi di ghiaccio. 

Una volta tornati in macchina, abbiamo intravisto in lontananza quello a cui saremmo andati incontro dopo poco....Il panorama si e' scurito, la temperatura e' scesa dai soliti 95 gradi Fahrenheit a 60...e dopodiche' si e' scatenato un vero e proprio "Shower", il tipico temporale americano, forte, breve e soprattutto circoscritto in un raggio molto piccolo.



Stasera troviamo rifugio in Hotel molto particolare a Gallup: si tratta di una tappa storica per i Routers e si tratta di "El Rancho", un albergo dove le stanze hanno il nome di attori dagli anni '30 fino agli anni '70 ....a noi e' capitata la stanza "James Cagney"...peccato, uno dei pochi che non conosco! 




domenica 31 luglio 2011

Giorno 6. Da Amarillo a Santa Fe'.

La giornata  inizia con quello che abbiamo definito “l’aperitivo al Gran Canyon”: abbiamo infatti visitato un piccolo canyon nei pressi di Amarillo, carino ma solo, appunto, un assaggio rispetto a cio’ che ci aspetta in Arizona.



Seconda tappa al Cadillac Ranch. Non saprei bene come definire questa originale opera (d’arte??) che si compone di 10 Cadillac rottamate piantate nel terreno. Libero graffito su di esse e purtroppo e’ libero anche il gettare le bombolette usate nei pressi, cosi’ che nel raggio di 10 metri c’e’ una distesa di bombolette usate e tappi colorati.

Passando per il famoso Mid-Point, che segna l’esatta meta’ della Route 66 (1139 Miglia sia da Chicago che da L.A.) abbiamo passato il confine con il New Mexico. Abbiamo spostato gli orologi un’ora indietro e ci siamo pian piano “messicanizzati”. Anche i rottami lungo la Route 66 hanno assunto sembianze piu’ latine, soprattutto nella citta’ di Tucumcari, la prima dopo il confine.
La grande sorpresa di oggi e’ giunta con l’arrivo a Santa fe’: sapevamo che dopo varie citta’ fantasma e diverse miglia prive di esseri umani saremmo arrivati in una cittadina, per lo meno abitata. Santa fe’ e’ in realta’ un’oasi (non di acqua ma di vita,civilta', ESSERI UMANI che ormai non vedevamo da tempo!) nel mezzo del nulla. Non molto in linea con lo spirito della Old Mother Road, e’ pero’ una piacevole sosta in una cittadina colorata, divertente e anche un po’ “costruita”. Gli alberghi difatti sono tutti molto belli e in stile "finto mesicano". Sembra di essere in un grande parco a tema, ma per una sera possiamo anche abbandonare lo spirito della strada e crogiolarci in un hotel che ha poco da spartire con i precedenti motel on the road.

Loretto Hotel a Santa Fe'.

Quel fantastico peluche a forma di orso (lo fanno trovare all'arrivo in ogni stanza) e' gia' stato adottato (e acquistato per la modica cifra di 32$). 

sabato 30 luglio 2011

Giorno 5. Da Chandler ad Amarillo.



Doppia tappa quella di oggi. Pensavamo difatti di arrivare fino a Sayre, invece abbiamo macinato piu’ di 300 miglia (9 ore di macchina) e abbiamo varcato il confine Oklaoma-Texas. Il paesaggio comincia a cambiare, e lasciati campi di grano e le distese verdi del Missouri e dell’Oklaoma, troviamo in Texas un paesaggio decisamente piu’ brullo e caratterizzato dalla terra rossa.

Il primo pit-stop l’abbiamo fatto pochi minuti dopo la partenza, abbiamo incontrato un piccolo museo per appassionati di motociclette. Pero’ a dire il vero la cosa piu’ interessante della sosta e’ stata un’altra....i vecchi bagni di questa stazione di servizio si sono rivelati molto particolari.

La giornata e’ passata velocemente e senza un gran numero di soste, accompagnata dal forte odore della terra bagnata, a causa dei temporali che ci hanno preceduto.
Unica sosta importante ma di scarso successo e’ stata ad Erick, cittadina parecchio lontana dalla Freeway e per questo piu’ desolata e abbandonata delle altre (la Route 66 ha cominciato il suo declino alla fine degli anni ’70 con la costruzione delle Freeway a 4 corsie che hanno letteralmente tagliato fuori la vecchia strada e con essa tutti i negozi, i motel e le attivita’ che pian piano sono fallite tutte).  Sosta importante perche’ ci aspettavamo di trovare Harley and Annabelle Russell, la cui foto e’ riportata sul libro che abbiamo comprato da Gary in Missouri 2 giorni fa. Purtroppo abbiamo solo trovato il loro originalissimo gift shop che si e’ rivelato chiuso e di loro, nessuna traccia.


Passato il confine col Texas abbiamo effettuato un pezzo di Route 66 particolarmente suggestivo, dove sia sulla destra che sulla sinistra ci sono solo distese di erba secca che arrivano fino al confine col cielo. Colonna sonora di questa tratta e’ stata “The Lonely Shephard” di G. Zamfir. dalla colonna sonora del noto "Kill Bill", che in diverse scene riporta musiche in stile film western di Sergio Leone.



La giornata si conclude al Big Texan Motel di Amarillo, dove gli alloggi sono tutti in stile saloon, i copriletti sono muccati e la porta del bagno e’ molto molto particolare....
Il Big Texan Motel


La porta del bagno stile saloon.
Stasera la cena prevede (finalmente, dopo tutte le mucche che ho visto fin’ora) una bella bistecca di manzo texano in un posto che fa un’offerta molto particolare: se si riesce a mangiare senza lasciare nulla un piatto con una bistecca di 72 oz (sono 2 kg!), una backed potato, insalata e un dolce la cena e’ gratis, se solo di lascia un pezzettino, una foglia di insalata o una briciola di torta la cena costa 55$! Non preoccupatevi per la nostra salute, decliniamo l’offerta, mangeremo una normale bistecca da 9 oz e lasceremo ai piu’ temerari l’onore di sfidare il Big Texan Steak Ranch (io conosco qualcuno che non declinerebbe assolutamente l'offerta!)
Il cartellone pubblicitario che sponsorizza la bistecca da 2kg  gratuita. Peccato che non specifichi le condizioni!
Per salutarvi usero’ un’espressione che ora e’ entrata nel linguaggio cumune americano, che deriva da una canzone rock’n’roll degli anni 50...